Il Ginocchio e le patologie da sovraccarico nel Bodybuilding e Pesistica

20/02/2017

Dott. Massimiliano Febbi - Dott. Stefano Spaccapanico
Il ginocchio è una delle articolazioni maggiormente colpita da infortunio nello sport (9). Alcuni studi hanno indicato come nel pesista ci sia un alto indice di rischio riguardo al verificarsi di formazione di osteoartriti dovuti a sindrome femororotulea (4), comunque bisogna riscontrare come nella pesistica rispetto ad altri sport ci sia un’incidenza minore nel verificarsi di infortuni che mettano a rischio l’integrità strutturale del ginocchio.
Nei gesti specifici della pesistica l’arto inferiore si muove attraverso un range di movimento molto controllato quando messo a confronto con altri sport come il calcio, il basket, questo è dimostrato anche dal fatto che infortuni tipici di questi sport come la rottura dell’LCA non è tipica della pesistica. Questi dati suggeriscono come gli infortuni al ginocchio del pesista sono prevalentemente dovuti a sofferenza da sovraccarico continua e prolungata delle strutture che lo compongono.
La maggior parte delle problematiche sono state identificate come lesioni muscolari e tendinopatie causate prevalentemente da sovraccarico cronico delle strutture dovute ai gesti specifici e ripetuti della pesistica (Calhoon and Fry 1999).
Le indagini radiografiche hanno dimostrato come il pesista dimostri di avere forme di artrosi al ginocchio che per il 31% interessa l’articolazione tibiofemorale e femoro-rotulea, confrontando questi dati con altri sport notiamo come la stessa problematica si riscontri in percentuale minore in altri sport 29% calciatori, 14% corridori (Kujala et al. 1995).

Anatomia Funzionale dell’articolazione femoro-rotulea

Da un punto di vista anatomico, la rotula è un osso sesamoide, di forma grossolanamente triangolare, posta internamente al tendine del muscolo quadricipite. Meccanicamente la rotula, articolandosi con il solco trocleare del femore, costituisce il fulcro di tutto il meccanismo estensorio dell’arto inferiore. La rotula si trova a contatto con il femore a partire dai 15°-20° di flessione e sino alla flessione articolare completa (Insall e coll., 1983). Sia le superfici articolari della rotula stessa, che quelle del solco trocleare, sono rivestite da una cartilagine articolare spessa mediamente dai 4 ai 6 mm. I normali meccanismi di scorrimento dell’articolazione femoro-rotulea vengono controllati da fattori statici, ossia non contrattili e dinamici, ossia contrattili. I fattori statici sono costituiti dalle dimensioni della rotula, dei condili femorali e dalle loro dimensioni, dalla forma e dall’angolo del solco trocleare e dall’allineamento dell’arto inferiore. I principali stabilizzatori meccanici della rotula sono il muscolo vasto laterale (VL) ed il vasto mediale obliquo (VMO), che si inserisce con un angolo di circa 55° sul bordo mediale della rotula (Brownstein e coll., 1985). Nell’ambito della sindrome femoro-rotulea, la biomeccanica articolare riveste un ruolo fondamentale. Infatti, un’anormalità di forma e/o di posizione della rotula stessa, ha una ricaduta diretta sulla sua funzionalità, determinandone un alterato scorrimento nel solco trocleare. Un cattivo scorrimento rotuleo può portare ad un’alterazione cartilaginea comunemente riferita come condrosi od artrosi, la cui eziologia è da ricondursi all’azione di forze compressive non adeguatamente ripartite sull’intera superficie dell’articolazione femoro-rotulea stessa. Un aumento dell’ampiezza dei movimenti in flessione del ginocchio, come nei gesti specifici della pesistica, aumentando l’entità delle forze di compressione a livello femoro-rotuleo, può causare un’alterazione della superficie articolare, riscontrabile anche in individui giovani.

La sindrome femoro-rotulea

La sindrome femoro-rotulea, è caratterizzata da un dolore che si proietta nella parte anteriore dell'articolazione del ginocchio. I termini condropatia e condromalacia non possono essere utilizzati come sinonimi di sindrome femoro-rotulea, infatti nel caso di una condromalacia rotulea s'intende la presenza di un'alterazione patologica a livello della rotula, fattore non necessariamente presente nella sindrome femoro-rotulea.
Una analisi funzionale della rotula ci porta alle seguenti considerazioni:
 
- svolge un'azione di «puleggia» aumentando il braccio di leva del muscolo quadricipite, in tal modo la forza che quest'ultimo puè esercitare sulla gamba aumenta di oltre il 50%;
- svolge una funzione di guida nei confronti del tendine quadricipitale, centralizzando le forze generate dai quattro ventri muscolari di cui è composto il quadricipite che vengono trasferite al tendine rotuleo;
- amplia l'area di contatto del tendine quadricipitale sul femore.
Per svolgere in modo ottimale i propri compiti, la rotula necessita di un corretto allineamento, in quanto deve poter scorrere nel miglior modo possibile nella troclea femorale e nella gola intercondiloidea durante tutti i movimenti di flesso-estensione dell'articolazione del ginocchio. Per questo motivo la rotula possiede degli «stabilizzatori anatomici», che altro non sono che delle strutture di natura legamentosa e miotendinea il cui compito è quello di mantenere un corretto allineamento a livello rotuleo. Tra i principali stabilizzatori ritroviamo il vasto mediale obliquo, il cui compito è quello di opporsi alle forze laterali che agiscono sulla rotula stessa. Il dolore femoro-rotuleo, quindi, puè essere generato da un disallineamento della rotula, che normalmente si manifesta con una tendenza alla lateralizzazione della rotula stessa e può dipendere da diversi fattori di cui ricordiamo i principali:
 
- un vasto mediale obliquo insufficientemente tonico;
 
- una rigidità e un accorciamento delle strutture laterali dell'articolazione del ginocchio;
 
- una rotula alta;

- un aumento dell'angolo Q .

La tendinopatia rotulea

Le lesioni da sovraccarico funzionale sono relativamente frequenti in ambito sportivo, particolarmente in quelle dove il gesto sportivo viene svolto in modo ripetitivo ad alte velocità sottoponendo il tendine rotuleo a forti sollecitazioni.
Questa patologia oltre alla pesitica è presente in discipline sportive dove la forza esplosiva riveste una componente importante, come ad esempio il basket, la pallavolo e alcune specialità dell'atletica leggera come i salti e lo sprint, calcio. Le ipersollecitazioni che derivano da questo tipo d'attività sportive costituiscono senza dubbio una delle cause principali dell'insorgenza della patologia, anche se il meccanismo responsabile della lesione resta comunque un argomento abbastanza controverso in letteratura medico scientifica. Le alterazioni di tipo degenerativo a carico del tendine rotuleo, infatti, costituiscono senza dubbio un'importante causa predisponente, inoltre occorre considerare anche come possibile causa il conflitto tra il polo distale della rotula e il tendine stesso durante il movimento di flessione della gamba. In effetti, molte lesioni del tendine rotuleo sono localizzate sulla faccia posteriore del suo tratto prossimale, a conferma dell'importanza che il conflitto tra tendine e rotula può rivestire in questo tipo di lesione.
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